A.L. – ARTIFICIAL LIGHT

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Opera pop di Marco Galarini e Claudio Silvestrelli

A.L. – Artificial Light, è un’opera pop per ragazzi costituita da un unico atto della durata di circa un’ora.

Caratteristica di questo spettacolo è l’interpretazione dei personaggi in scena ad opera di ragazzi che hanno un’età compresa tra i 13 e i 18 anni.

Gli autori, Marco Galarini e Claudio Silvestrelli, difatti, hanno creato e pensato un prodotto "costruito" sui giovani, per i giovani. Questa forma di investimento culturale è stata pienamente accolta dal Teatro Comunale "L. Pavarotti" di Modena che, condividendone l’idea, ha permesso di riporre piena fiducia nei piccoli protagonisti dello spettacolo: i ragazzi del Coro di Voci Bianche si sono impegnati oltre ogni aspettativa, dimostrandosi dei veri e propri professionisti. Lo stesso dicasi per le fortunate collaborazioni di cui lo spettacolo è riuscito a godere in ogni sua rappresentazione:

- La STED di Modena ed il suo corpo di ballo, fondamentale per l’espressività del Quadro B dell’opera;

- La Venturi di Modena per la creazione del video di backstage;

- La scuola per truccatori della Freni ed i suoi studenti, capaci di "trasformare" significativamente i protagonisti.

L’esperienza di A.L. ha quindi assunto per i giovani diverse sfumature, quali:

la comprensione del concetto di collaborazione per il raggiungimento di un obiettivo comune; la funzione didattica per la comprensione del "Sistema Spettacolo". Un percorso di crescita personale grazie all’impegno dato e alla capacità di autocritica per un migliore esito. L’unicità dello spettacolo è data, dunque, dai differenti elementi che lo caratterizzano, dall’esclusiva rappresentazione ad opera dei ragazzi e dal linguaggio musicale impiegato: composizioni musicali del genere pop-rock, applicate alla struttura classica dell’Opera lirica. È per questo motivo che A.L. si presenta come opera pop adatta ad un ampio bacino di utenza e che una sua rappresentazione in un contesto all’aperto favorirebbe una maggiore partecipazione senza i limiti imposti solitamente da un teatro, per ciò che concerne il numero di posti. Per il pubblico che va dai 9 anni in poi, è uno spettacolo in cui i giovani possono riconoscersi per l’età comune dei protagonisti, mentre gli adulti possono assistere ad una vera e propria rappresentazione fatta da "piccoli professionisti".

Ascolta alcune delle arie di A. L.

L'opera in un  atto si svolge nell'arco di tempo di una notte. Nella prima scena alcuniragazzini si trovano accampati in un rifugio e cantano il loro disagio e il loroimprovviso stato di orfani di genitori rapiti dalla Grande Luce (A.L.).

  Antonio decide di prendere in mano la situazione e incita tutti a lasciare quel rifugio e cercare l'interruttore che possa spegnere la Grande Luce, ricordando con la sua aria Vivi già da ora che non bisogna mai avere rimpianti. Trovatasi sola con Antonio, Sara gli confida che con lui accanto si sente sicura, questa dichiarazione esplode nel duetto Io mi fido di te, nel quale anche Antonio le dichiara di essere pronto a tutto per salvarla e che non l'abbandonerà mai.

  Giunti nel nuovo mondo creato dalla Grande Luce, i ragazzini realizzano che ormai tutti gli uomini vivono in un costante stato di ipnosi e ben presto assisteranno alla contaminazione di una donna.  Quando il rito di contaminazione giunge al termine e i contaminati si ritirano, i ragazzi cercano di seguirli ma vengono fermati dal Sacerdote che inizialmente cerca un dialogo (Eccoli qui i ribelli bambini) al fine di comprendere le motivazioni per le quali sfuggono alla Grande Luce. Il coraggio e l'irriverenza di Antonio fanno sì che il dialogo si trasformi in un affronto, precipitando subito in una battaglia in cui quasi tutti i ragazzi finiscono prigionieri. Riescono a salvarsi solo Antonio, Maria e Sara, quest'ultima affranta dal dolore dovuto alla perdita del fratellino Nico, rapito durante la battaglia; tale dolore si trasforma in rancore nei confronti di Antonio, colpevole di non essere riuscito a salvare anche Nico. Lo stato d'animo della ragazza la renderà vulnerabile alla presenza della madre (anche questa contaminata), che la porterà via con se sulle note di Non ho più sogni (aria di Sara).  A questo punto Maria si ritrova sola a consolare Antonio nel duetto Solo rancore; ma il dolore di Antonio è troppo forte, infatti decide di consegnarsi alla Grande Luce. Proprio quando la Luce sta per contaminarlo, un raggio di sole annuncia il giorno e riesce ad interrompere l'incantesimo. Maria si rende conto che per questa notte sono salvi e quindi dedica un canto al sole (Sorgi).  Udendo la sua voce, una donna contaminata – che di nascosto aveva assistito a tutta la scena - riesce a liberarsi dalla Grande Luce. Sarà proprio lei nel recitativo Non scappate vi prego a rivelare ai ragazzi che non esiste un interruttore per disattivare la Luce Artificiale e che l'uomo può salvarsi solo se riesce a far brillare la luce del proprio cuore. È questo il significato di Puoi volerlo anche tu, brano corale che conclude l’opera.

Per ulteriori informazioni potete contattare 

Teatro Comunale "L. Pavarotti" di Modena - Fondazione
Ufficio Produzioni Marco Galarini 059 - 203 3000 
     

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Commenti

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  • Bobbi (mercoledì, 18. settembre 2013 12:52)

    Do you have more great arielcts like this one?

On line il videoclip "La solitudine dei primi centesimi" di Walter Silvestrelli e La Cromaterapia. Clicca qui e guardalo anche tu 

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